La legge secondo Giacomo B. Contri
Quando Giacomo B. Contri parla di legge, non intende innanzitutto la legge dello Stato, un codice morale o un insieme di divieti.
Il concetto nasce dalla domanda:
secondo quale legge si muove un corpo umano nei propri rapporti con gli altri?
Nel Pensiero di natura, Contri riprende da Freud la pulsione come legge di moto del corpo e la rielabora come legge orientata alla soddisfazione o al beneficio.
Legge non significa comando
Nel linguaggio comune siamo facilmente portati a identificare la legge con:
“Devi fare così.”
Per Contri questa identificazione è un errore importante.
Una norma che regola un rapporto non coincide con un ordine impartito da qualcuno. Anzi, Contri arriva a contrapporre esplicitamente comando e rapporto: il comando riduce la competenza del soggetto, mentre la norma rende possibile la collaborazione tra soggetti.
La differenza può essere resa così:
Comando:
“Fallo perché te lo ordino.”
Norma del rapporto:
“Possiamo fare qualcosa insieme secondo una regola che consente a entrambi di arrivare a una conclusione.”
La legge è una legge di moto
La parola moto è fondamentale.
Non si tratta di stabilire astrattamente che cosa sia bene o male.
Un soggetto parte da una condizione, prende iniziativa, incontra un altro e può arrivare — oppure non arrivare — a una soddisfazione.
La legge riguarda questo movimento.
Per questo Contri collega la propria elaborazione al principio di piacere di Freud: il criterio è la possibilità che il moto concluda con beneficio.
Una legge che fa rapporto
La legge non riguarda un individuo isolato.
Il punto decisivo è il rapporto tra soggetto e altro.
Posso prendere un’iniziativa e l’altro può contribuire alla sua conclusione.
Un invito ne è un esempio elementare:
“Vieni a cena domani?”
Io pongo una proposta.
L’altro può accettarla oppure no.
Se accetta, entrambi contribuiamo alla realizzazione dell’appuntamento.
Non c’è bisogno che uno dei due domini l’altro.
La legge del rapporto permette che due iniziative differenti concorrano a una medesima conclusione. Questa impostazione ritorna nell’elaborazione di Contri sulla legge di moto e sulla “civiltà dell’appuntamento”.
Norma e libertà non sono opposte
Qui emerge un paradosso interessante.
Spesso pensiamo:
più legge = meno libertà.
Nella prospettiva di Contri può accadere il contrario.
Una norma del rapporto permette al soggetto di esercitare la propria competenza: proporre, giudicare, accettare, rifiutare, correggere.
Il comando invece tende a sostituirsi al pensiero:
“Non devi giudicare: devi obbedire.”
Per questo Contri può sostenere che il comando limita la competenza.
Un esempio nella coppia
Consideriamo due frasi:
“Se mi ami devi venire con me.”
e
“Mi farebbe piacere che venissi con me.”
Possono sembrare quasi equivalenti.
Non lo sono.
Nella prima l’amore viene utilizzato come comando.
L’altro viene messo di fronte a un dovere già stabilito.
Nella seconda c’è una proposta.
L’altro resta competente a giudicare e rispondere.
È la differenza tra una teoria che prescrive anticipatamente il comportamento dell’altro e una legge che lascia aperto il rapporto.
Qui il concetto di legge si collega direttamente a quello di amore presupposto.
Legge e imputabilità
Una legge del rapporto comporta anche conseguenze.
Se propongo qualcosa, accetto una proposta, mantengo un impegno o lo infrango, i miei atti producono effetti.
Per Contri questo introduce l’imputazione.
Non soltanto il danno, ma anche il profitto può essere imputato a un soggetto.
In una legge di rapporto, imputazione e conseguenza non sono quindi un’aggiunta moralistica: fanno parte della possibilità di giudicare gli effetti degli atti. Nei materiali dello Studium Cartello il nesso tra legge di moto, imputazione e sanzione viene formulato esplicitamente.
Quando la legge viene sostituita dal comando
Molte formule patologiche possono presentarsi come leggi:
“Devo essere perfetto.”
“Non devo deludere nessuno.”
“Una madre deve sacrificarsi.”
“Un uomo deve desiderare sesso.”
“Se mi ama deve capirmi.”
Sembrano norme.
In realtà possono funzionare come comandi che precedono il giudizio del soggetto.
Il soggetto non domanda più:
“Mi conviene?”
“Produce beneficio?”
“Che cosa accade realmente nel rapporto?”
Sa già in anticipo che cosa “deve” accadere.
È esattamente il passaggio che collega il tema della legge agli altri concetti che stiamo raccogliendo nella Biblioteca: amore presupposto, errore sessualità, imputabilità e pensiero di natura. La contrapposizione tra comando e norma di rapporto è esplicita nel Pensiero di natura.
La legge non viene soltanto dall’esterno
Questo è forse il punto più importante.
Il soggetto umano non è semplicemente qualcuno che riceve norme.
Per Contri il pensiero individuale partecipa alla costituzione della legge del proprio moto. Nei suoi ultimi lavori continua a insistere sul pensiero come fonte della legge del moto del corpo.
Per questo il concetto ha una conseguenza clinica forte:
la cura non dovrebbe limitarsi a sostituire un comando patologico con un comando terapeutico migliore.
“Prima dovevi fare X, adesso devi fare Y.”
Il lavoro consiste piuttosto nel recuperare la capacità di pensare, giudicare e porre rapporti.
Perché è utile nella vita quotidiana
Il concetto di legge permette di distinguere:
norma da comando;
rapporto da obbedienza;
proposta da imposizione;
giudizio da ideale;
soddisfazione da adeguamento a un dovere astratto.
La domanda diventa quindi:
la regola che sto seguendo rende possibile un rapporto oppure mi ordina semplicemente che cosa devo essere?
Guarda l’approfondimento
La pulsione come legge del desiderio
In questo video approfondisco il rapporto tra pulsione e legge: la pulsione non come istinto biologico che impone un comportamento, ma come moto che implica il soggetto, l’altro e la possibilità di una soddisfazione.
Fonti principali
Giacomo B. Contri, Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico. È il riferimento fondamentale per i concetti di legge di moto, norma, rapporto e principio di piacere.
Giacomo B. Contri, La civiltà dell’appuntamento. Particolarmente utile per la distinzione fra norma, comando, competenza e rapporto
Percorso collegato
Questo contenuto fa parte di Giacomo B. Contri.
Approfondimenti
Per comprendere questo concetto leggi anche Il pensiero di natura, Il beneficio dell’imputabilità e L’amore presupposto.