Il caso Schreber: Freud, paranoia e costruzione del delirio
Il caso Schreber è particolare nella storia della psicoanalisi: Sigmund Freud non incontrò mai personalmente Daniel Paul Schreber.
Schreber, magistrato tedesco, aveva pubblicato nel 1903 le proprie Memorie di un malato di nervi, nelle quali descriveva con straordinaria precisione il proprio sistema delirante. Freud lavorò proprio su questo testo e nel 1911 pubblicò Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente, uno dei suoi studi fondamentali sulla psicosi.
Questa particolarità rende il caso ancora più interessante: Freud tenta di ricostruire la logica di una patologia attraverso ciò che il paziente stesso ha scritto, senza disporre di una relazione analitica con lui.
Chi era Schreber?
Daniel Paul Schreber era un giurista tedesco che attraversò più episodi di grave sofferenza psichica e fu ricoverato in istituzioni psichiatriche.
Durante la malattia costruì progressivamente un complesso sistema delirante nel quale compaiono Dio, raggi divini, trasformazioni corporee, persecuzioni e una particolare missione cosmica.
Uno dei temi più sorprendenti è la convinzione di essere destinato a una trasformazione in donna. Nella costruzione delirante questa trasformazione finirà per assumere un significato religioso e universale.
Il punto importante è che non siamo davanti a una semplice successione caotica di idee.
Il delirio possiede una propria organizzazione.
Ed è proprio questa organizzazione che interessa Freud.
Dal persecutore a Dio
In una prima fase, una figura fondamentale del delirio è il medico Paul Flechsig, che Schreber arriva a considerare persecutore.
Successivamente il sistema delirante si amplia enormemente: entrano in scena Dio, i raggi, l’ordine dell’universo e la trasformazione femminile dello stesso Schreber. Freud segue attentamente questi passaggi cercando di comprendere come le diverse parti del delirio siano collegate tra loro.
La domanda non è semplicemente:
«Perché Schreber crede cose che non sono vere?»
La domanda freudiana è più interessante:
«Come si è costruito questo sistema e quale problema sta cercando di risolvere?»
Il delirio come tentativo di ricostruzione
Qui troviamo uno dei passaggi più importanti del caso.
Per Freud il delirio non è soltanto il prodotto finale della malattia.
Può rappresentare anche un tentativo di ricostruire un mondo che per il soggetto si è disgregato.
Questa idea modifica radicalmente la prospettiva.
Il delirio resta patologico, ma non è semplicemente rumore privo di significato. Può essere letto come un lavoro attraverso il quale il soggetto tenta di ristabilire una qualche relazione con la realtà e con gli altri.
Questo è uno dei motivi per cui Schreber rimarrà così importante anche per Lacan.
Freud e il meccanismo della paranoia
Freud utilizza Schreber per elaborare una propria teoria della paranoia.
Nel testo del 1911 attribuisce particolare importanza al rapporto tra rimozione, ritorno del rimosso e proiezione. Nel suo modello, qualcosa che non può essere riconosciuto come appartenente al soggetto ritorna dall’esterno sotto forma persecutoria.
Freud collega inoltre la paranoia maschile a un conflitto riguardante un investimento omosessuale.
La sua formulazione è storicamente importante, ma non deve essere trasformata in una banalizzazione del tipo:
«La paranoia è omosessualità repressa.»
Il ragionamento freudiano è più articolato e appartiene a una fase precisa della costruzione della teoria psicoanalitica della paranoia.
Il padre: attenzione a non confondere Freud con le letture successive
Il rapporto con il padre di Schreber è diventato molto famoso nella letteratura successiva sul caso.
Qui però occorre distinguere le fonti.
Freud conosceva alcuni elementi della famiglia Schreber, ma non disponeva delle vaste informazioni sulla figura paterna che verranno ricostruite decenni dopo da altri studiosi.
Perciò non sarebbe corretto presentare tutte le successive interpretazioni del padre autoritario di Schreber come se appartenessero direttamente all’analisi freudiana del 1911.
Questa distinzione è particolarmente importante per una Biblioteca che vuole separare fonte originale e interpretazioni successive.
La trasformazione in donna
La fantasia di trasformarsi in donna inizialmente appare a Schreber come qualcosa di persecutorio e intollerabile.
Ma nel corso della costruzione delirante cambia significato.
La trasformazione femminile viene progressivamente inserita in una missione cosmica: Schreber dovrà essere fecondato da Dio e partecipare alla generazione di una nuova umanità.
È un esempio straordinario di come un elemento inizialmente vissuto come persecuzione possa essere riorganizzato all’interno di un sistema delirante più ampio.
La costruzione delirante acquista così una capacità di spiegare il mondo.
Non elimina necessariamente la patologia, ma introduce un nuovo ordine.
Schreber e Lacan
Decenni dopo, Jacques Lacan tornerà estesamente sul caso Schreber nel Seminario III, Le psicosi (1955-1956).
Ma Lacan non si limita a ripetere Freud.
Il caso diventa uno dei principali terreni attraverso cui sviluppa una teoria strutturale della psicosi, mettendo al centro il linguaggio e riformulando il problema attraverso la forclusione del Nome-del-Padre. Schreber è centrale nell’intero Seminario III.
È importante però mantenere distinti i due momenti:
Freud 1911 → meccanismo della paranoia e ricostruzione delirante
Lacan 1955-1956 → struttura della psicosi, linguaggio e forclusione
Perché Schreber è ancora interessante?
Schreber pone una questione clinica molto più ampia della sua singola storia:
un sintomo o un delirio sono soltanto qualcosa da eliminare oppure svolgono una funzione per il soggetto?
Il caso costringe a non fermarsi all’assurdità apparente di un’affermazione.
Occorre chiedere:
che posto occupa quella costruzione nel pensiero della persona?
Che cosa organizza?
Che cosa cerca di rendere nuovamente possibile?
È questa domanda sulla funzione della soluzione patologica che rende ancora oggi il caso teoricamente rilevante.
Guarda la serie sul caso Schreber
1. Presidente Schreber: l’uomo che voleva essere donna
Nel primo video ricostruisco la storia del caso, il sistema delirante, il rapporto con Dio e la sorprendente convinzione di dover diventare donna.
Il video introduce il caso e costituisce quindi il punto di ingresso migliore nella serie.
2. La paranoia è odio verso il padre?
Nel secondo video affronto l’interpretazione freudiana della paranoia, il problema della proiezione e il tema del padre, distinguendo il testo di Freud dalle interpretazioni successive del caso.
Questo è il secondo episodio della serie Schreber.
3. Schreber: castrazione e nuova paranoia sociale
Nel terzo video sviluppo il problema della castrazione e utilizzo il caso per aprire anche una riflessione sulla paranoia nella vita sociale contemporanea.
La parte sulla paranoia sociale va considerata un’estensione divulgativa del problema, non una tesi attribuita direttamente a Freud.
Fonte principale
Sigmund Freud, Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente (Caso clinico del presidente Schreber), 1911.
Freud costruisce il proprio studio sulla base delle memorie autobiografiche di Schreber e non su un trattamento analitico diretto.
Per approfondire
La paranoia secondo Lacan
Per seguire il passaggio dalla prima elaborazione lacaniana della paranoia nel caso Aimée alla successiva teoria strutturale delle psicosi.
Privazione, frustrazione e castrazione
Per approfondire il significato specifico assunto dalla castrazione nell’elaborazione lacaniana.
Sigmund Freud
Per tornare alla raccolta dei casi clinici e dei concetti freudiani della Biblioteca.
Percorso collegato
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