Il Super-io viene spesso descritto come una specie di “voce della coscienza”.
Ma questa definizione è troppo semplice.
A volte quella voce non si limita a dirci che abbiamo sbagliato. Ci accusa, ci umilia, ci impone standard impossibili e può farci sentire colpevoli anche quando non abbiamo commesso alcuna colpa reale.
È proprio qui che il concetto freudiano di Super-io diventa particolarmente interessante.
Che cos’è il Super-io per Freud
Freud introduce il Super-io nella seconda teoria dell’apparato psichico, insieme all’Io e all’Es.
Il Super-io è un’istanza psichica che può osservare, giudicare e criticare l’Io.
Non coincide però semplicemente con la morale consapevole.
Possiamo infatti ritenere razionalmente di non aver fatto nulla di male e, nello stesso tempo, sentirci profondamente colpevoli.
Il giudice e l’accusato possono trovarsi entrambi dentro la stessa persona.
Capire Io, Es e Super-io
Per comprendere davvero il Super-io è utile vedere come Freud lo colloca nell’insieme dell’apparato psichico, insieme all’Io e all’Es.
In questo video spiego in modo semplice le tre istanze della seconda topica freudiana e il modo in cui possono entrare in rapporto e in conflitto tra loro.
Guarda il video: Es, Io e Super-io secondo Freud
“Non sei abbastanza”
Il Super-io può presentarsi nella vita quotidiana attraverso frasi apparentemente normali:
“Avresti potuto fare di più.”
“Non devi deludere nessuno.”
“Non hai il diritto di pensare a te stesso.”
“Gli altri sono migliori di te.”
“Se qualcosa va male, probabilmente è colpa tua.”
La persona può finire per vivere sotto una continua valutazione interna.
E il problema è che questo giudice non è necessariamente ragionevole.
Il Super-io non è semplicemente la voce dei genitori
È frequente sentir dire che il Super-io sarebbe semplicemente la voce dei genitori che abbiamo interiorizzato durante l’infanzia.
C’è qualcosa di vero, ma non basta.
Per Freud la formazione del Super-io è legata alla storia dei rapporti familiari, alle identificazioni e alla vicenda edipica, ma il risultato può diventare molto più rigido e crudele delle persone reali dalle quali ha avuto origine.
Un genitore può persino essere relativamente indulgente, mentre il Super-io del figlio può diventare estremamente severo.
Per questo non possiamo ridurlo a una registrazione delle frasi ascoltate durante l’infanzia.
Perché il Super-io può essere così severo?
Qui incontriamo uno dei paradossi più importanti scoperti da Freud.
Si potrebbe pensare che più una persona rinuncia ai propri desideri e cerca di comportarsi “bene”, meno debba sentirsi in colpa.
Non sempre accade.
In alcuni casi il controllo esercitato dal Super-io diventa ancora più forte.
La persona rinuncia, si sacrifica, cerca di essere irreprensibile e tuttavia continua a sentirsi insufficiente.
È come avere un giudice che, ogni volta che obbediamo, alza ulteriormente l’asticella.
Prima il dovere e poi il piacere?
Una frase apparentemente educativa può diventare un comando che contrappone sistematicamente dovere e soddisfazione.
Link: Scopri perché “prima il dovere e poi il piacere” può diventare una trappola
Super-io e senso di colpa
Il Super-io permette di comprendere perché il senso di colpa non coincida necessariamente con il riconoscimento di una colpa reale.
Possiamo essere accusati internamente senza sapere precisamente quale legge abbiamo infranto.
Per questo, davanti a un forte senso di colpa, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Che cosa ho fatto di sbagliato?”
Può essere utile domandarsi anche:
“Chi mi sta accusando, e secondo quale criterio?”
Questa domanda apre uno spazio di giudizio.
Perché una cosa è riconoscere una responsabilità reale.
Un’altra è vivere permanentemente sotto accusa.
Super-io e responsabilità
La psicoanalisi non propone di eliminare ogni giudizio sulle proprie azioni.
Al contrario.
Essere responsabili significa poter riconoscere ciò che abbiamo fatto, valutarne le conseguenze e correggere eventualmente un errore.
Il Super-io patologicamente severo può invece ostacolare proprio questa capacità, perché sostituisce il giudizio con la condanna.
Non dice soltanto:
“Hai sbagliato.”
Può arrivare a dire:
“Sei sbagliato.”
Ed è una differenza enorme.
Per continuare
Il Super-io è strettamente collegato al senso di colpa, soprattutto quando la persona si sente accusata senza riuscire a individuare una colpa reale.
Comprendere questa distinzione aiuta a separare il giudizio sulle proprie azioni dalla condanna della propria persona.
Approfondisci: Scopri perché possiamo sentirci in colpa anche senza aver fatto nulla di male.
Fonti per approfondire
Sigmund Freud, L’Io e l’Es (1923)
È il testo fondamentale nel quale Freud formula la seconda topica e definisce i rapporti tra Es, Io e Super-io.
Sigmund Freud, Il disagio della civiltà (1930)
Freud approfondisce il rapporto tra Super-io, aggressività e senso di colpa, mostrando come l’istanza morale possa diventare particolarmente severa nei confronti dell’Io.
Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi. Nuova serie di lezioni (1932-1933)
Nella lezione dedicata alla scomposizione della personalità psichica Freud riprende in modo particolarmente chiaro il funzionamento di Io, Es e Super-io.