L’Uomo dei Lupi

L’Uomo dei Lupi: uno dei casi più celebri di Freud

L’Uomo dei Lupi è Sergej Pankejeff, un giovane russo che arrivò da Freud all’inizio del Novecento dopo una lunga storia di sofferenza psichica e diversi tentativi di cura.

Freud gli dedicò uno dei suoi casi clinici più importanti, pubblicato con il titolo Dalla storia di una nevrosi infantile.

Il nome “Uomo dei Lupi” deriva soprattutto da un sogno infantile destinato a diventare uno dei sogni più celebri della storia della psicoanalisi.

Il sogno dei lupi

Pankejeff racconta di aver sognato, da bambino, che la finestra della sua camera si apriva improvvisamente.

Su un albero davanti alla finestra erano immobili alcuni lupi bianchi, che lo fissavano.

La scena gli provocava un terrore intenso.

Per Freud quel sogno non è semplicemente un’immagine paurosa. Diventa il punto di partenza di una lunga ricostruzione della storia infantile del paziente. Il lavoro analitico procede attraverso associazioni, ricordi, racconti familiari, fantasie e successive interpretazioni. Il Freud Museum considera ancora oggi questo sogno uno dei passaggi più importanti del caso.

Che cosa cerca Freud?

Il problema interessante non è soltanto stabilire che cosa significano i lupi.

Freud cerca di comprendere come una storia patologica possa essersi costruita nel tempo.

Il sogno diventa quindi un punto attorno al quale vengono ricostruiti rapporti familiari, paure, fantasie sessuali infantili, angoscia e formazione dei sintomi.

È proprio questo che rende l’Uomo dei Lupi ancora interessante: il caso permette di osservare Freud mentre tenta di passare dal sintomo presente alla storia della sua costituzione.

La questione della “scena primaria”

Uno dei punti più controversi riguarda quella che Freud chiama scena primaria.

Freud ricostruisce l’ipotesi che il bambino abbia assistito molto precocemente a un rapporto sessuale tra i genitori e collega quella scena alla successiva elaborazione del sogno.

Ma bisogna mantenere una distinzione fondamentale: si tratta della costruzione analitica di Freud, non di un fatto storico indipendentemente accertato.

Lo stesso Pankejeff, molti anni dopo, si mostrò critico verso questa ricostruzione freudiana.

Perché il caso è ancora importante?

L’Uomo dei Lupi pone una domanda che resta decisiva per la psicoanalisi:

come nasce una patologia?

Quanto dipende dagli avvenimenti realmente accaduti? Quanto dal modo in cui sono stati pensati, interpretati e successivamente rielaborati? E quale ruolo svolge il lavoro dell’analista quando ricostruisce una storia a partire dai suoi effetti?

Per questo il caso non è soltanto una curiosità della storia della psicoanalisi. È anche un banco di prova del metodo freudiano.

L’Uomo dei Lupi: il sogno che segnò tutta la sua vita | Freud

Il primo video ricostruisce il celebre sogno dei lupi bianchi e mostra perché Freud gli attribuì un ruolo così importante nella storia del paziente.

Uomo dei Lupi: Come Nasce una Patologia (Freud Aveva Ragione?)

Il secondo video sposta la domanda dal sogno alla formazione della patologia: quanto possiamo ricostruire dell’infanzia e fino a che punto l’interpretazione di Freud regge ancora?

Fonte principale
Sigmund Freud, Dalla storia di una nevrosi infantile (1918).

Percorso collegato
Questo contenuto fa parte di Sigmund Freud.