Isteria e desiderio in Lacan
Nell’isteria, per Lacan, il problema non consiste semplicemente nell’avere molti desideri o nel non riuscire a soddisfarli.
La questione riguarda il modo in cui il soggetto costruisce il proprio desiderio nel rapporto con l’altro.
Uno degli esempi più importanti utilizzati da Lacan è il sogno della cosiddetta Bella macellaia, ripreso direttamente da Freud. Nella sua lettura, Lacan sottolinea che il desiderio della paziente si mantiene proprio attraverso qualcosa che resta insoddisfatto.
Il desiderio insoddisfatto
La Bella macellaia desidera il caviale, ma contemporaneamente non vuole che il marito glielo procuri.
Qui compare un paradosso.
Se l’oggetto venisse semplicemente ottenuto, qualcosa della struttura del desiderio verrebbe meno.
Lacan formula precisamente questo punto parlando, nel caso, di un desiderio di avere un desiderio insoddisfatto.
Non significa che ogni persona isterica cerchi coscientemente la frustrazione.
Significa piuttosto che la soddisfazione della domanda non esaurisce necessariamente ciò che è in gioco nel desiderio.
Ed è proprio per questo che la distinzione fra domanda e desiderio diventa essenziale.
“Ma allora che cosa vuole?”
È una domanda che ricorre spesso anche nella vita quotidiana.
Una persona chiede qualcosa al partner.
Il partner gliela concede.
Eppure la questione non si chiude.
Può comparire immediatamente un’altra obiezione:
“Non conta, perché l’hai fatto solo perché te l’ho chiesto.”
Apparentemente l’altro ha soddisfatto la domanda.
Ma ciò che era in gioco non coincideva completamente con l’oggetto richiesto.
Questo non basta per diagnosticare un’isteria. È però un buon esempio per comprendere la distinzione lacaniana tra ciò che viene domandato e ciò che sostiene il desiderio.
La Bella macellaia
Nel sogno raccontato da Freud, la paziente vuole organizzare una cena, ma dispone soltanto di salmone affumicato; i negozi sono chiusi e il telefono non funziona.
Lacan torna ripetutamente su questo caso e mette in relazione il caviale desiderato dalla paziente con il salmone desiderato dall’amica. In questo gioco di sostituzioni individua sia l’identificazione isterica sia il carattere insoddisfatto del desiderio.
Qui puoi collegare Bella macellaia alla pagina Desiderio e domanda, dove l’abbiamo già sviluppata più estesamente.
Il desiderio passa attraverso l’altro
Un altro passaggio importante consiste nel fatto che il soggetto non costruisce il proprio desiderio in isolamento.
Il desiderio entra continuamente nel campo dell’altro: che cosa vuole l’altro? che posto ho per lui? che cosa desidera in me? che cosa desidero attraverso ciò che lui desidera?
Già nei primi scritti Lacan insiste sul fatto che il desiderio umano trova il proprio senso nel desiderio dell’altro.
Questo rende l’isteria particolarmente interessante: il soggetto può interrogare incessantemente l’altro per sapere qualcosa del proprio desiderio senza arrivare facilmente a una conclusione.
Un problema, non un’etichetta
Qui è importante evitare un uso divulgativo troppo facile della parola isteria.
Dire:
“Non sa mai cosa vuole, quindi è isterica”
non è psicoanalisi.
La questione interessante è piuttosto osservare come viene costruito il desiderio, quale posto viene assegnato all’altro e che cosa accade quando una domanda viene soddisfatta.
Per Lacan il caso della Bella macellaia è precisamente uno degli strumenti attraverso cui mostrare questa struttura del desiderio isterico.
Un altro caso: la Profumiera isterica
Qui introduciamo il tuo secondo esempio.
Puoi usare questo testo:
Un altro caso permette di osservare la stessa questione da un’angolazione diversa: quello della “Profumiera isterica”. Qui il problema non riguarda semplicemente ciò che una donna vuole ottenere, ma il modo in cui il desiderio viene sostenuto nel rapporto con l’altro e continuamente rilanciato.
Guarda il video
La Profumiera isterica | Lacan e Contri
Nel video utilizzo questo caso per mostrare come la questione isterica non possa essere ridotta all’insoddisfazione sentimentale: ciò che interessa è la costruzione stessa del desiderio e il posto assegnato all’altro.
Isteria non è sinonimo di femminilità.
La tradizione psicoanalitica ha lavorato moltissimo su casi femminili, ma la struttura isterica non coincide semplicemente con l’essere donna. Lacan continuerà a elaborare il problema dell’isteria anche attraverso il concetto di discorso isterico, spostando ulteriormente la questione dalla semplice classificazione descrittiva.
Perché è utile nella vita quotidiana
Il concetto permette di formulare una domanda più precisa di:
“Perché non sono mai soddisfatto?”
Possiamo invece chiederci:
Che cosa accadrebbe al mio desiderio se ottenessi davvero ciò che continuo a chiedere?
A volte il problema non è che l’altro non risponde.
È che la risposta dell’altro non può risolvere una questione che riguarda il modo stesso in cui il soggetto ha organizzato il proprio desiderio.
Fonti principali
Jacques Lacan, “La direction de la cure et les principes de son pouvoir”, 1958. È qui che Lacan sviluppa estesamente la lettura del sogno della Bella macellaia e la formula del desiderio insoddisfatto.
Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni. Il sogno della paziente è originariamente discusso da Freud; Lacan lo riprende e ne sviluppa la lettura strutturale.
Percorso collegato
Questo contenuto fa parte di Jacques Lacan.
Approfondimenti
Leggi anche Desiderio e domanda e il percorso Relazioni e desiderio.