L’errore sessualità

L’errore sessualità secondo Giacomo B. Contri

L’espressione “errore sessualità” può essere facilmente fraintesa.

Non significa che la sessualità sia un errore.
Non significa che il desiderio sessuale sia patologico.
E non significa che la differenza tra uomo e donna debba essere cancellata.

Con questa formulazione Giacomo B. Contri critica piuttosto una teoria dei sessi: l’idea che esista qualcosa chiamato la sessualità come ambito autonomo della vita umana, regolato da proprie necessità e da un supposto istinto sessuale. Nel Pensiero di natura arriva a distinguere nettamente l’astrazione de “il sesso” dalla realtà de “i sessi”.

Non esiste un “istinto sessuale”

Un punto decisivo dell’elaborazione di Contri è la critica all’idea di istinto.

In una seduta del 2001 dello Studium Il Lavoro Psicoanalitico, la distinzione viene formulata esplicitamente come:

desiderio come legge di moto, istinto come teoria.

E poco dopo compare una formulazione ancora più netta:

«Non esiste istinto sessuale.»

L’essere umano, in questa prospettiva, non possiede un programma naturale che gli dica come comportarsi con l’altro sesso.

Il rapporto non è già scritto nel corpo.

Richiede pensiero, iniziativa, giudizio e costruzione del rapporto. Contri estende questo ragionamento fino a sostenere che, per il rapporto uomo-donna, la natura da sola non basta.

Dalla differenza dei sessi alla “sfera sessuale”

Il problema nasce quando i sessi vengono isolati dal resto dell’esperienza e trasformati in una specie di territorio separato:

la sfera sessuale.

Contri critica ripetutamente questa astrazione. In un testo del 2006 associa esplicitamente “istinto”, “sessualità” e “sfera sessuale” alla teoria secondo cui l’eventualità sessuale deriverebbe direttamente dalla natura biologica.

Nel Pensiero di natura la formulazione è ancora più precisa: non esisterebbe un genere astratto chiamato “il sesso”, del quale maschile e femminile sarebbero due specie. Secondo Contri, proprio questa astrazione finisce per neutralizzare la differenza reale dei sessi.

Il punto può essere espresso semplicemente così:

i sessi esistono; “la sessualità” come principio che dovrebbe spiegarli e governarli è una teoria.

La differenza non stabilisce il rapporto

Qui si trova uno dei passaggi più importanti.

Essere uomo o donna non stabilisce automaticamente chi debba prendere iniziativa, chi debba desiderare di più, chi debba comandare, chi debba ricevere, chi debba essere attivo o passivo.

Nel lavoro dello Studium Cartello sull’“errore sessualità” viene criticato precisamente il tentativo di far derivare i posti nel rapporto dalla differenza sessuale: in questo modo la relazione tra soggetto e altro viene subordinata preventivamente al fatto di essere uomo o donna.

La differenza dei sessi, invece, può entrare nel rapporto senza costituirne anticipatamente la legge.

Un esempio quotidiano

Pensiamo a frasi molto comuni:

“Gli uomini hanno più bisogno di sesso.”

oppure:

“Una donna che prende l’iniziativa sessuale viene giudicata diversamente da un uomo.”

oppure ancora:

“Se un uomo non cerca continuamente rapporti sessuali, allora c’è qualcosa che non va.”

Queste affermazioni possono apparire come descrizioni della natura.

Nella prospettiva di Contri, invece, bisogna chiedersi se non stiano già introducendo una teoria preventiva che stabilisce che cosa un uomo o una donna dovrebbero desiderare in quanto appartenenti a un sesso.

È precisamente qui che il concetto di errore sessualità diventa utile nella vita quotidiana.

La domanda cambia.

Non più:

“Che cosa dovrebbe volere un uomo o una donna?”

ma:

“Che cosa vuole questa persona, in questo rapporto, con quest’altra persona?”

Il sesso non è un bisogno da soddisfare

Da questa impostazione deriva anche la critica all’idea di un “fabbisogno sessuale” analogo alla fame.

In uno dei testi raccolti da Contri si osserva esplicitamente che concepire un fabbisogno sessuale sul modello di quello alimentare è improprio; il rapporto tra i sessi non è deducibile da una necessità biologica che cercherebbe semplicemente il proprio scarico.

Questo non significa negare eccitamento, piacere o attrazione.

Significa non trasformarli in una legge che precede il soggetto e decide al suo posto.

Perché questo errore interessa la psicopatologia?

L’errore sessualità diventa clinicamente importante quando la teoria sui sessi comincia a organizzare il modo in cui una persona giudica se stessa e gli altri.

Per esempio:

“Dovrei desiderarlo.”
“Un uomo normale farebbe così.”
“Una donna veramente innamorata dovrebbe volere questo.”
“Se non provo quel bisogno significa che c’è qualcosa di sbagliato in me.”

A questo punto la teoria può diventare più forte dell’esperienza.

Nel lavoro sviluppato intorno al Pensiero di natura, l’errore sessualità viene descritto proprio come capace di interferire con il rapporto soggetto-altro e di trasformare la differenza dei sessi da possibile risorsa del rapporto in problema preventivo.

I sessi come differenza, non come identità che determina tutto

Negli ultimi scritti di Contri questa tesi diventa ancora più radicale.

Una raccolta del 2023 dei suoi testi sui sessi apre con una sua formulazione del 2021: i sessi si propongono nella loro differenza e non nella loro entità.

È un passaggio molto importante.

La differenza sessuale non deve diventare una teoria generale dell’essere umano.

Essere uomo o donna è una differenza.

Non è una spiegazione completa del desiderio, del pensiero, dell’amore, dell’iniziativa o del destino di una persona.

Perché questo concetto è utile

L’“errore sessualità” permette di mettere in discussione una convinzione estremamente diffusa:

che nei rapporti tra uomini e donne esista già una legge naturale che sappiamo in anticipo come dovrebbe funzionare.

Per Contri il lavoro comincia esattamente nel punto opposto.

Non partire da ciò che il sesso dovrebbe imporre, ma osservare che cosa due soggetti possono fare della loro differenza all’interno di un rapporto.

Guarda gli approfondimenti

L’istinto sessuale non esiste?
Questo video affronta direttamente l’idea di un presunto istinto sessuale naturale e mostra perché, nella prospettiva di Contri, parlare di “istinto” rischia di trasformare una teoria in una legge biologica data per scontata.

Gli uomini hanno davvero più bisogno?
Questo video mette alla prova una delle convinzioni più diffuse sull’esistenza di un bisogno sessuale maschile naturalmente più intenso e mostra quanto facilmente una teoria sui sessi venga scambiata per un dato naturale.

Come faccio a sapere se la amo davvero?
Il problema si sposta dalla presunta legge naturale dei sessi alla domanda del singolo soggetto: che cosa desidero io in questo rapporto?

Vedi anche: Amore | Sarà la persona giusta?

Fonti principali

Giacomo B. Contri, Il pensiero di natura. Dalla psicoanalisi al pensiero giuridico, 3ª ed., Sic Edizioni, 2007. L’Opera Omnia registra questa terza edizione e la raccolta successiva dei testi sui sessi ne riprende estesamente i passaggi dedicati a “Il sesso”, “La sessualità” e all’istinto sessuale.

Giacomo B. Contri et al., “Dove si distinguono desiderio come legge di moto e istinto come teoria”, Il Lavoro Psicoanalitico, 22 giugno 2001.

G. Cominotti, M. D. Contri, Testi di Giacomo B. Contri sui sessi, Società Amici del Pensiero, 2023. È particolarmente utile perché riunisce cronologicamente numerosi passaggi originali di Contri sul tema.

Percorso collegato
Questo contenuto fa parte di Giacomo B. Contri.

Approfondimento tematico
Questo tema è collegato al percorso Relazioni e desiderio.